12/ott/2009
Il latte consumato in italia non e' quasi mai italiano...
21/set/2009
Mappa zone di pesca FAO

Questa sigla indica la provenienza del pesce.
Una informazione importante per il consumatore, che rendiamo più comprensibile pubblicando qui la mappa completa delle zone di provenienza del pescato."
Tratto da: MCC
Anelli di Totano Esselunga: cosa contengono?
A prescindere dalla definizione Contiene solfiti che non so se pertinente o meno al pesce, c’era un elenco di additivi e, più precisamente:
E223-E330 – E331 – E338 – E450 – E451 – E452
A prescindere dalle mie aspettative circa gli ingredienti di pesce surgelato, mi sembravano troppi, per cui le ho detto che non lo avremmo acquistato. Successivamente abbiamo preso dei tranci di merluzzo surgelati. Gli ingredienti? Merluzzo, acqua, sale.
Torniamo a noi. Collegandomi al sito di Altroconsumo, di cui sono socio, ho avuto accesso alla Banca Dati Online degli additivi ed ho verificato le caratteristiche di quelli presenti nei totani.
Una breve legenda per capire il tutto.
Accettabile: l’utilizzo di questo additivo è giustificabile in alcuni casi precisi.
Ingannevole: questo additivo ha solo la funzione di mascherare difetti di qualità.
Inutile: l’utilizzo di questo additivo non apporta alcun vantaggio per il consumatore.
Sconsigliato: sia perché gli è stata attribuita una DGA (dose giornaliera accettabile) provvisoria, sia perché i test tossicologici non sono stati ancora terminati.
E 223 Metabisolfito di sodio – Antiossidante – Accettabile, ma può indurre allergie o reazioni di ipersensibilità.
E 330 Acido citrico – Antiossidante – Accettabile
E 331 i Citrato monosodico – Antiossidante – Accettabile
E 338 Acido fosforico – Antiossidante – Sconsigliato
E 450 i Difosfato disodico – Addensante – Sconsigliato, ingannevole
E 451 i Trifosfato pentasodico – Addensante - Sconsigliato, ingannevole
E 452 i Polifosfato di sodio – Addensante - Sconsigliato, ingannevole
Come si può ben vedere, uno degli additivi può dare allergia o ipersensibilità, uno è sconsigliato e ben tre sono sia sconsigliati, sia ingannevoli.
* Cito la catena di supermercati, ma il prodotto non è venduto con il loro marchio. Certo, mi aspetterei una maggior cernita dei prodotti messi in vendita, ma se la legislazione permette che aziende mettano in vendita pesce surgelato condito con 7 additivi… poco da fare, o forse no, leggendo quanto mi dicono da Mala Cibus Currunt.
Una piccola integrazione rispetto a quanto scritto finora; leggevo poco fa sul sito dell’Esselunga che Mettiamo sempre al primo posto la vostra soddisfazione e per garantirla non solo vi forniamo un ottimo livello di servizi e scegliamo i prodotti migliori.
Sono un cliente fedele di Esselunga, tuttavia dubito che si possano definire questi totani il prodotto migliore.
Aggiornamento: Ieri ho segnalato la cosa a Mala Cibus Currunt che ha pubblicato un articolo sul loro sito e che ritengo sia interessante leggere in quanto, essendo esperti in materia, integrano con informazioni aggiuntive quanto ho scritto.
01/feb/2009
Lucca e il Kebab: come stanno le cose
Non si dovrebbe quindi parlare di razzismo gastronomico, magari si sarebbero potute usare parole diverse, questo si. Motivare -da parte dell’amministrazione- le modifiche al regolamento e spiegare perchè si è arrivati a questa decisione, sarebbe stato di aiuto.
28/gen/2009
Fast Food e Alzheimer: una connessione possibile?
In fondo ci aveva già pensato Morgan Spurlock, regista indipendente americano. Nel film Super Size Me aveva mangiato per 30 giorni cibo da fast food, ritrovandosi con il fegato a pezzi, gli esami sballati e un bel po' di salute in meno. Susanne Akterin, ricercatrice del Karolinska Institutet di Stoccolma, ha fatto più o meno lo stesso con alcuni topi da esperimento. Che non potendosi ribellare sono stati nutriti a colpi di fast food per nove mesi (un'eternità considerando quanto vive un topo), ritrovandosi alla fine con i primi segni cerebrali dell'Alzheimer. Non sappiamo se mai Spurlock avrà problemi simili, e gli auguriamo vivamente di no, ma la notizia non è rassicurante.
ESPERIMENTI – La ricercatrice ha condotto i suoi studi su topolini geneticamente modificati per la variante APOe4: questo gene, presente nel 15-20 per cento della popolazione, governa la produzione di apolipoproteina E (un trasportatore del colesterolo) e si associa a un'aumentato rischio di Alzheimer. I topolini, che avevano già scritta nei geni la predisposizione ad ammalarsi, sono stati quindi nutriti con un mix di grassi, colesterolo e zuccheri molto simile alla composizione del normale cibo da fast food. Tutti i giorni, per nove mesi. Alla fine è bastato dare un'occhiata al loro cervello per accorgersi che c'erano tutti i segni di una degenerazione analoga a quella che si riscontra nei malati di Alzheimer: le proteine tau erano ricche di gruppi fosfato, come accade negli ammassi proteici che si riscontrano nei pazienti e che in pratica «soffocano» le cellule cerebrali; inoltre, si era ridotta anche una proteina coinvolta nella memoria. « La Akterin ha costruito l'esperimento perfetto per verificare tutti assieme alcuni risultati già ottenuti nell'uomo», interviene Sandro Sorbi, del Dipartimento di Scienze Neurologiche e Psichiatriche dell'università di Firenze. «Sappiamo infatti che la variante genetica APOe4 aumenta il rischio di Alzheimer perché favorisce il trasporto di grassi “cattivi”, modificando le membrane cellulari e il loro contenuto in grassi: membrane poco ricche di grassi attivano la via metabolica che porta alla formazione di proteina amiloide, componente fondamentale delle placche che si trovano tipicamente nel cervello dei malati. Sappiamo però anche che il consumo di grassi aumenta la probabilità di placche aterosclerotiche, che a loro volta fanno crescere il pericolo di formazione di placche amiloidi. La svedese ha messo assieme le due cose, provando a vedere l'effetto che fa aumentare l'introito di grassi in un soggetto predisposto geneticamente all'Alzheimer».
CONSIGLI – L'effetto non è per nulla buono. E ci si chiede quanto il risultato ottenuto sui topi sia spia di ciò che avviene nell'uomo: posto che nessuno (forse) è così masochista da mangiare al fast food ogni giorno, ingurgitare grassi, zuccheri e colesterolo in quantità può davvero farci venire l'Alzheimer? La prima ad andarci coi piedi di piombo è proprio la Akterin : «I nostri dati ci danno indicazioni utili per la prevenzione, ma dovremo approfondire il tema prima di dare al pubblico suggerimenti o consigli precisi». Conferma Sorbi, che però una raccomandazione vuole darla comunque: «Già diciamo a tutti di non esagerare con grassi e zuccheri per ridurre il rischio di malattie cardiovascolari. Ribadire il messaggio aggiungendo che forse questo può proteggere anche il cervello non è sbagliato: i dati sull'Alzheimer dovranno essere confermati, ma di sicuro non è un cattivo consiglio ricordare alla gente che grassi e zucchero in eccesso non fanno bene. Senza fanatismi: mangiare una volta ogni tanto un po' di lardo di colonnata non è certo un dramma, il problema c'è quando ci si rimpinza spesso e volentieri di cibi che colano grassi “cattivi”».
21/gen/2009
Bioitalia: Vini biologici italiani
Il vino biologico è un vino di alta qualità, prodotto con uve che provengono da vigneti dove non sono stati utilizzati anticrittogamici, insetticidi e diserbanti di origine chimica, quindi non contiene nessun residuo di queste sotanze.
Una vite coltivata con metodi naturali diventa più forte e più resistente alle malattie, proprio come ogni essere vivente che gode di buona salute.
Vini biologici da tutta l'Italia.
> Link
McDonald’s: inzia l’esperimento!
L’articolo “Succede solo da McDonald’s...” ha avuto un enorme successo (più di 30.000 visite) e ha fatto discutere molto (più di 50 commenti fin’ora). Quel post era semplicemente una riproposizione di un esperimento fatto da una signora americana e c’è da sottolineare che il panino conservato era stato anche prodotto (usare il termine cucinato mi sembra troppo) 12 anni fa e quindi non certo con gli standard odierni. E allora, dato che le condizioni sono cambiate, proprio ieri sono entrato in un bel McDonadl’s e ho comprato un hamburger (ho preso anche delle patatine ma poi le ho buttate per mancanza di contenitore adatto dove conservarle).Mi sono detto: perchè non riprovare l’esperimento? Da quello che si legge nei commenti oggi sembra che abbiano degli standard molto elevati etc etc e che dopo solo mezz’ora buttino i prodotti non venduti (e ci credo! ho provato a mangiare una patatina dopo mezz’ora ed era assolutamente immangiabile, ritengo sia questo il motivo per cui vengono buttati i cibi e non per garantire freschezza etc etc ma solo perchè diventano dei pezzi di legno senza sapore).
Prima di tutto voglio sottolineare che quest’eperimento non soddisfa nessun criterio scientifico e non può essere certo preso come esperimento serio ma solo come una curiosità che voglio togliermi e togliervi (se vi va); mi va anche di rispondere a coloro che hanno obiettato: “nessuno ti obbliga ad andarci”… o non avete figli o sottovalutate seriamente la potenza del marketing.
> L'esperimento